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Scout d’Europa ad Ostia. Il racconto dell’iniziativa.

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Ad Ostia e dintorni almeno 300 ragazzi animano i 3 gruppi di Regina Pacis, Nostra Signora di Bonaria e San Nicola di Bari. Carattere, salute e forza fisica, abilità manuale e servizio, vivificati dall’esperienza di fede

Di Laura Galimberti

“Non dimenticherò mai il cielo stellato contemplato questa estate, in cammino a 2500 metri verso il rifugio” racconta Giulia, 16 anni. “Non pensavo di farcela e poi ho visto tanta meraviglia. Ho scoperto in quell’occasione insieme alle altre di avere risorse che non credevo di possedere”.

Lavinia, sua coetanea, racconta dei tanti momenti di riflessione intorno al fuoco, dei giochi nel ruscello, della cucina sopraelevata che realizza con arte usando pali, sassi e fango, delle notti in tenda in mezzo ai boschi. Sara, 17 anni, parla della gioia vera sperimentata in cinque giorni di cammino, culminati nella veglia di Pasqua. “Staccarsi dal mondo ogni tanto fa bene” spiega Francesco, 15 anni, che al campo è riuscito a realizzare con la sua squadriglia la tenda sopraelevata. “Avere una responsabilità in una piccola comunità aiuta a maturare e prepararsi al domani”. “Fa crescere dentro” aggiunge Mattia che di anni ne ha 12. Chiara, 8 anni, non ha dubbi: “qui vivo tante esperienze con delle amiche e l’estate facciamo lo zaino e ce ne andiamo 7 giorni, senza genitori, al campo tutte insieme. Vuoi mettere?”.

Anno 2019, il fascino della proposta scout (r)esiste a smartphone, social e videogiochi. Perchè? “Agli scout ho trovato un ambiente davvero accogliente che valorizza chi sei senza giudicare” racconta Sara. “Ho scelto di intraprendere questo cammino per migliorarmi soprattutto nel carattere e trovarmi meglio nel rapporto con gli altri”. Lavinia è entrata ad 8 anni. Oggi ne ha 16: “voglio continuare questo percorso che ha arricchito la mia vita di esperienze uniche e preziose. Sono diventata più responsabile nel corso degli anni, ho fatto nuove amicizie e compreso cosa vale nella vita”. “E’ vivere l’avventura e imparare a cavarsela da sole e insieme” aggiunge Eleonora, 17 anni.

Carlo di anni ne ha 18: “Essere scout oggi dà l’opportunità di affrontare al meglio una società in continuo mutamento, offrendo strumenti che rimangono saldi nel tempo, come la vita di comunità, la fede e il contatto con la natura”.

Sono ragazzi che vivono sul territorio l’esperienza proposta dagli Scout d’Europa. Tre gruppi in tutto per circa 300 iscritti: il Roma 5 presso la parrocchia Regina Pacis, il Roma 15 a Nostra Signora di Bonaria con una sezione collegata ad Acilia e il Roma 12 a San Nicola di Bari, dove è attiva per i ragazzi la sezione nautica.

Un percorso educativo attivo sul territorio dal 1976, anno di nascita dell’Associazione Italiana Guide e Scout d’Europa. Oggi presente in Italia con 20 mila soci in 203 gruppi di 70 diocesi, parte della Federazione dello Scoutismo Europeo, nata dopo la seconda guerra mondiale, che di ragazzi ne conta 55 mila in 20 Stati: dalla Bielorussia alla Spagna. Stessa proposta, stesso percorso, stessa legge ed uniforme. Tante le occasioni di incontro con i coetanei di altri Stati. Proprio ad ottobre dello scorso anno l’Alta squadriglia Torpedini del Roma 12 è volata a Strasburgo a rappresentare l’Italia nell’incontro delle Alte squadriglie d’Europa. Questa estate si è svolto in Italia il campo internazionale, “Euromoot”, per rover e scolte che in 5 mila hanno camminato sulle strade dei Santi del Centro Italia per convergere poi in udienza da Papa Francesco il 3 agosto. Già in corso i lavori per un campo estivo dei ragazzi in Slovacchia con coetanei di diversi paesi.

Una proposta che accompagna il ragazzo dagli 8 ai 21 anni, articolata in 3 fasi diverse: dagli 8 ai 10 anni come lupetti e coccinelle, dagli 11 ai 16 come esploratori e guide, dai 16 ai 21 rover e scolte. Unico l’obiettivo: formare buoni cristiani e buoni cittadini, ragazzi che hanno scoperto la loro unicità e ne fanno dono, credono nella collaborazione e non nella competizione, hanno interiorizzato una leadership di servizio grazie ad un incontro che cambia, alla Parola che diviene progetto di vita, giovani che possono innescare il cambiamento con la loro testimonianza, nel quotidiano.
Tutti volontari i capi per i quali sono previsti definiti iter di formazione a livello nazionale. E se i punti del metodo su cui si lavora sono gli stessi per tutti – carattere, salute e forza fisica, abilità manuale e servizio, vivificati dall’esperienza di fede – cambiano gli strumenti a seconda delle età: il gioco per i piccoli, l’avventura per gli adolescenti e il servizio per i giovani.

La proposta è articolata al femminile e al maschile secondo la specifica pedagogia degli Scout d’Europa: valorizzare l’identità per farne tesoro comune. Le attività si svolgono prevalentemente la domenica nelle rispettive parrocchie, una riunione infrasettimanale e una volta al mese si parte “in uscita” per vivere fino in fondo la vera avventura. Un’esperienza che mette in movimento, educa all’essenzialità, stimola la relazione, suscita domande, attiva la ricerca di risposte.

Avventure grandi che hanno portato i ragazzi anche a vivere esperienze missionarie in Ghana, India ed Albania per mettere in discussione stili di vita e visione del mondo. I giovani che vivono il cammino portano con sé dubbi, contraddizioni e spesso anche ferite. Cruciale la testimonianza paziente degli adulti di riferimento, chiamati a vivere un ascolto vero dei ragazzi e in primis a testimoniare la tensione educativa proposta. Tutti confermano l’uso di chat, app, social e gruppi whatsapp, ma senza esagerare e soprattutto senza rinunciare all’incontro vero e autentico con l’altro, con se stessi, con Dio.

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